Maggio 2012.
Questo Maggio 2012 è, infine, finito.
E’ stato eterno, non in senso negativo, semplicemente lungo lungo lunghissimo.
E’ stato il mese del nuovo lavoro, della nuova collega chiacchierona ( sì, più di me ), della nuova postazione nell’ufficio-piccionaia, del terromoto.
Il mese delle domeniche piovose prima, e di Sottomarina poi. Dei pranzi nelle vaschette di plastica e delle pennichelle sul divano di pelle. Delle levatacce alle 5.00 per smaltire le faccende arretrate.
Il mese conclusivo della preparazione per Pescara, con i lunghi di corsa mostruosamente lunghi, la falcata migliorata, con compagni di corsa inaspettati e sorprendenti. Un traguardo inimmaginabile agguantato, che si è risolto in un pugno di sabbia scivolato tra le dita. Sabati mattina sul giro estivo e aborti di nuotate il martedì sera, così come nuotate inspiegabilmente cariche nonostante la devastazione. Campi verdi e natura rigogliosa hanno fatto da cornice a copiose sudate quasi estive. Giorni-dopo di completa spossatezza.
Il mese della gara a Gabicce con una trasferta che ha visto il piacevole rientro in scena, indirettamente e riportato, di una compagna di università dimenticata.
Ancora pizze con la Nutella, il ristorante vegetariano, i cinema impegnati e i film di intrattenimento, Barabba e serate in divano col libro, Lettere a giovani poeti e Europei.
Il mese dei messaggi con la Fra e delle, di nuovo eterne, telefonate con Lei, parcheggiata in macchina per delle ore.
La fiera, con il giro in bici deliziosamente solitario, il nuoto, e gli incontri nel parcheggio.
Il mese dell’aspettativa, Great Expectations: Pescara, il week end camper girls-only con tutti i mille preparativi ( la spesa con annessa pizza, i muffin, il riso, la torta salta, lo stiro, e ancora ancora ancora preparativi ), il climax delle mail fino al giro estivo, la piscina all’aperto che ormai mancano solo un paio di settimane agli allenamenti estivi.
Il mese in cui è entrata in scena la Nuova Zelanda.
Tiepide serate in shorts.
E’ stato un Maggio meraviglioso, e spesso, molto spesso, mi viene da pensare che sono una ragazza fortunata.